1917 Hudson Super Six Racer VENDUTO

1917 Hudson Super Six Racer VENDUTO

  • Guida a sinistra
  • Manuale, 3 marce
  • Benzina
  • 4700cc
  • 1917
  • H91502
  • Blu
  • Rivenditore
  • GB
    Newmarket, Regno Unito

Descrizione

L’uso competitivo e l’entusiasmo per le auto da corsa pre-World War I (epoca Edwardiana) non sono mai stati così intensi. Grazie agli sforzi di Goodwood nel mettere in programma la SF Edge race per queste auto durante l’Annual Members Meeting e al Vintage Sports Car Club con il loro programma eccezionale di gare, sprint e hillclimb.
Basta avere la fortuna di mettersi al volante di una veloce Edwardiana per capire perché, con i loro motori potenti e pieni di coppia, la sterzata leggera, ad alto rapporto e precisa, e una manejabilità sorprendentemente agile, siano incredibilmente divertenti e gratificanti da guidare.
Sfortunatamente rimangono solo una manciata di autentiche Edwardian a potenza competitiva originali in tutto il mondo, e sono giustamente molto ambite e, di conseguenza, estremamente preziose. Al gradino successivo in desiderabilità si trovano copie da officina di auto da corsa d’epoca, realizzate meticolosamente con pezzi originali: costruire una di queste al pari del originale comporta un ingente esborso sia in denaro sia in tempo, supponendo di avere la fortuna di trovare i pezzi originali giusti per assemblare una vettura del genere. Probabilmente la migliore tra queste copie “tool room” realizzate finora è la Hudson Super Six da corsa offerta qui.
Nel 1916 la Hudson “Super Six” fu lanciata, con 76 bhp in standard, la Super Six possedeva prestazioni dimostrabilmente superiori a molte concorrenti a sei cilindri che costavano molto di più. La chiave per il successo e la possibilità di spingere questo motore da 4, 7 litri risiedeva nel suo albero a gomiti opportunamente controbilanciato, prima su un motore di produzione a sei cilindri, che permetteva di superare i problemi di vibrazione precedentemente riscontrati nei sei e di girare finalmente a pieno regime liberando il potenziale di questa disposizione motoristica. A questo si aggiungeva una chassis robusta ma relativamente leggera, una precisa e ben costruita sterzata e una cambio molto facile da usare, tutti elementi realizzati con materiali di qualità eccelsa, come sempre con le Hudson di quel periodo.
Non ci volle molto perché la categoria racing riconoscesse il potenziale della Super Six: Ralph Mulford fu cronometrato a 105 mph con un esemplare leggermente carrozzato ma meccanicamente standard e intraprese un programma di record con la vettura che incluse record di 24 ore, attraversamento degli Stati Uniti e Pikes Peak.
Questo non passò inosservato nemmeno ad Hudson, che realizzò una versione da Works speciale per il 1917; questa aveva testa di cilindro modificata, valvole più grandi, lubrificazione alimentata a pressione invece del più tradizionale sistema a spruzzi, doppio carburatore, impianto di scarico multi-branca, serbatoio olio aggiuntivo, pistoni leggeri, ako materiali migliori e molte altre migliorie al motore.
Lo chassis fu accorciato di 20 pollici, il peso fu ridotto ovunque, fu montata una carrozzeria leggera in alluminio con sottocarena aerodinamizzato, ruote in filo e ammortizzatori Hartford, insieme a ulteriori lavori di dettaglio al gruppo di funzionamento.
Tre di queste auto parteciparono come squadra ufficiale, ma solo fino a metà del 1917, quando le esigenze della produzione legate alla Prima Guerra Mondiale imposero che le auto venissero affidate ai piloti Mulford, Patterson e Vail per gareggiare con assistenza discreta della fabbrica.
I risultati furono spettacolari: le Hudson terminarono tra le prime posizioni praticamente ovunque gareggiarono, venendo battute solo dai più veloci pezzi appositamente costruiti da corsa a doppio albero, come i Peugeot e i Duesenberg, ad esempio Vail risultò secondo alla Indianapolis 250 del 1917 (sostituendo la 500 durante le ostilità) con una velocità media di 101, 3 mph; le auto continuarono a dimostrarsi competitive nel motorsport americano durante gli anni ’20.
Oggi esistono diverse repliche di queste Hudson da corsa, ma quasi tutte sono soltanto pastiches: la vettura che abbiamo il piacere di offrire qui è l’unica in cui l’impegno necessario è stato profuso sia in termini di tempo sia di denaro per realizzare una replica perfetta che non solo assomiglia ma va esattamente come l’originale Hudson Works Racing Cars.
L’inizio di questo progetto risale all’interesse del collezionista, cofondatore di CAR magazine e ex editore di The Automobile magazine Douglas Blain, che vedendo il potenziale della corsa Edwardiana per una Hudson, acquistò un intero ma derelitto Super Six del 1917 dall’Old Rhinebeck Air Museum nello Stato di New York. Douglas fece spedirlo nel Regno Unito, lo smontò e fece accorciare il telaio fino alla lunghezza corretta per una vettura da Works.
Poco fu fatto al veicolo finché fu acquistato da Ian Polson, fondatore della nostra azienda gemella di restauro. Ian è un grande appassionato di auto d’epoca da competizione e aveva avuto la fortuna di lavorare su molti di questi veicoli, tra cui spiccava la Sunbeam Indianapolis del 1916, probabilmente l’auto Edwardiana da corsa definitiva che restaurò completamente per il proprietario dell’epoca negli anni ’80. Riconoscendo che una Hudson da corsa, seppur non allo stesso livello della Sunbeam, era comunque molto vicina, Ian fu entusiasta delle potenzialità del progetto e iniziò una notevole quantità di ricerche per rendere la costruzione assolutamente corretta in ogni dettaglio.
A causa di impegni con progetti per clienti, i progressi sul progetto Hudson furono lenti finché non si giunse a un accordo con Hugh Mackintosh affinché acquistasse il progetto e affidasse a IS Polson la sua restoration: tra Ian, Hugh e lo staff di IS Polson non fu lasciata alcuna pietra non capovolta nel percorso per la realizzazione più accurata possibile. Nuovi teste di cilindro furono progettate e colate in collaborazione con la famiglia Collins, nuove marce furono progettate e realizzate per offrire rapporti molto più stretti in competizione, il mondo fu setacciato alla ricerca di pezzi originali, con strumenti corretti e persino sedili originali di tipo da competizione risultati. Si contattò anche il Samsung Museum in Corea del Sud, dove risiede l’unico esemplare originale sopravvissuto, per ottenere quante più informazioni possibili su questa vettura.
Utilizzando la nuova testata il motore fu rifatto con un alzamento di alzata valvole disegnata da Peter Lings, bielle Arrow, nuovi pistoni forgiati, il set up del twin carburatore fu replicato utilizzando carburatori originali, fu aggiunto un olio-pompa come con le auto originali e in tutto il motore si fece quanto possibile per garantirne l’efficacia pari a quella delle Works cars originali. Si fece una notevole quantità di ricerca per ottenere la forma e la costruzione della carrozzeria corretti, magistralmente realizzata da Killick.
Con targa stradale, avendo avviamento autonomo e dynamo, l’oggetto finito offriva prestazioni molto impressionanti pur restando una vettura confortevole da usare su strada. Le sue qualità sono state illustrate in un articolo di 6 pagine su The Automobile nel 2017.
In competizione Hugh Mackintosh vinse la sua classe numerose volte con l’auto, cronometrata a 108 mph a 3500 giri al minuto in un’occasione con ulteriori margini disponibili data la lunghezza della rettilinea, il nostro John Polson si piazzò 4° overall nella SF Edge race con l’auto quando era ancora fuori dal settaggio completo, John la considera l’Edwardian racing car più veloce e facile da guidare che abbia mai incontrato.
Passata nelle mani dei proprietari attuali nel 2018, ha cercato per molto tempo la giusta vettura Edwardian, finché non incontrò la Hudson. Mentre era nelle sue mani, l’auto è stata usata con entusiasmo in VSCC sprints, hillclimbs e gare, arrivando anche in Verso Vernasca Silver Flag Hillclimb, oltre ad essere guidata su strada. La Hudson è sempre stata invitata a Goodwood per la SF Edge race durante la proprietà sia dell’attuale sia del precedente possessore. È proposta con una copertura su misura, pezzi di ricambio vari e due ruote di scorta rimestrate con pneumatici in buone condizioni.
La vettura offerta qui offrirà al nuovo fortunato proprietario un’auto Edwardian da corsa di qualità eccezionale, prestazioni e aspetto. Con un pilota dedito è una contendente al podio tra persino le Edwardian più veloci da corsa, oppure, per un pilota meno esperto, rappresenterebbe una competizione estremamente divertente sia in gara sia su strada, pur essendo un vero piacere da possedere e ammirare.

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