Descrizione
Questo veicolo sarà venduto alla Bonhams Cars Zoute Sale domenica 12 ottobre? Acquistato nuovo da Diane Thierry-Mieg? Guidato da Thierry Sabine e dal suo team nella prima Parigi-Dakar Rally (Oasis-Paris-Dakar)? Restaurato da Teseven Toyota Classic con l’approvazione di Toyota.
Il Toyota Land Cruiser non ha bisogno di presentazioni, tanto è riconosciuto in tutto il mondo per la sua affidabilità. Dal 1951 dimostra la sua robustezza su tutti i continenti! Nato il 13 giugno 1949 a Boulogne-Billancourt, Thierry Sabine iniziò la sua carriera al volante delle sportive dell’epoca, gareggiando dal 1969 su una Alpine A110, poi nel 1970 su una Porsche 911 S, sempre con ottimi risultati, classificandosi secondo nel Critérium National des Rallyes (il campionato francese rally). Nel 1973 vinse anche il Rallye international de Picardie su una Alpine A110. Essendo piuttosto polivalente, provò anche le piste, partecipando a gare di endurance, arrivando perfino al titolo di Champion de France des Circuits su una Porsche 911 3. 0 RSR! Appena dopo la laurea in giornalismo, fu assunto come ufficio stampa dal comune di Le Touquet-Paris-Plage, con l’incarico di trovare attività per animare la città durante l’inverno. Fu in quel periodo che Thierry Sabine si interessò all’organizzazione di eventi e mise in piedi la famosa Enduro du Touquet, corsa di moto da sabbia. Nel frattempo proseguì la sua carriera sportiva, arrivando alla classifica finale delle 24 Ore di Le Mans nel 1975 e 1976, condividendo la guida, ad esempio, con Jean-Claude Andruet. Fu a gennaio del 1977 che prese forma l’idea della sua opera migliore, il Paris-Dakar. Stava partecipando al rally Abidjan-Nizza su una moto e si perse nel deserto, al confine tra il Ténéré e la Libia. La sua moto finì la benzina, non ebbe altra scelta che abbandonarla e proseguire a piedi, senza acqua né viveri, per tre giorni. Fortunatamente fu trovato da un aereo di ricognizione inviato dall’organizzatore.
Thierry Sabine poi si innamorò dell’Africa: «È un’esperienza che non augurerei al mio peggior nemico, ma non me ne pentirò mai». Al ritorno incontrò Diane Thierry-Mieg, una modella eurasiatica, che sposò nel novembre dello stesso anno. Fu con lei che Thierry Sabine fondò definitivamente il Paris-Dakar, dal 26 dicembre 1978 al 14 gennaio 1979. L’idea era semplice: un percorso che partiva da Parigi, attraversava Algeria e poi Agadez, per finire a Dakar. «Una sfida per chi parte. Un sogno per chi resta indietro.» Il resto è storia, un rally che nel 2025 ha celebrato la sua 47ª edizione, attirando i migliori piloti in tutte le categorie. Nel 1978, Thierry Sabine e Diane Thierry-Mieg acquistarono questo Land Cruiser con i primi proventi del modello. Era un BJ43, numero di telaio 3040, equipaggiato con l’affidabile diesel 3. 0 L Tipo B, che avrebbe svolto il pesante compito di ricognizione e assistenza durante la prima Parigi-Dakar, nelle mani di Thierry Sabine, insieme a sua moglie e al suo team di amici. Piuttosto preparato per l’occasione, la Toyota montava di serie quattro taniche fissate ai paraurti, due ruote di scorta, una radio e un tachimetro. Impresso con il numero 200, la Toyota dimostrò la sua robustezza, il motore lavorava quasi 24 ore al giorno, responsabile del cronometraggio dei concorrenti, coprendo l’intero percorso di 10. 000 chilometri senza problemi, dal Trocadéro a Dakar. Diane ricorda: «Ho fatto tutta la prima Parigi-Dakar seduta su una cassa tra due sedili». Per la successiva edizione, la Toyota tornò a far leva sul lavoro, ma l’aumento delle attività organizzative portò un numero crescente di veicoli, sia sulla strada che nei cieli, finché la Toyota non si ritirò in campagna, venduta a un amico dei Sabine, che l’usò per diversi anni come robusto veicolo da utilità. Il BJ43 di Thierry Sabine fu infine rintracciato negli anni 2010 dal team Teseven Toyota Classic, che comprese l’importanza storica del 4x4, e iniziò così una grande restaurazione. Teseven è uno dei rari specialisti raccomandati da Toyota per la restaurazione dei Land Cruiser, la loro officina nel sud-ovest della Francia esala una passione e una conoscenza approfondita del celebre “Yota”. Furono necessari 450 ore per riportarlo a una condizione quasi come nuova e fedele a quella prima partecipazione al Paris-Dakar. Il veicolo fu completamente smontato, ogni pezzo restaurato secondo lo stato originale, mentre parti specifiche del periodo vennero reperite e montate sulla Toyota, con some migliorie: verricello elettrico 12 V, servosterzo elettrico, fari a lunga gittata Cibié, ammortizzatori Koni, un tubo di scarico in acciaio inox, 6 pneumatici BF Goodrich nuovi, 4 taniche Toyota, un Twinmaster d’epoca e una radio CB vintage Président Valéry. Da quando la restaurazione fu completata, la Toyota è stata esposta nella retrospettiva Dakar al Rétromobile 2024, prima di essere guidata da Diane Thierry-Mieg nella Route des Légendes 2024. Oggi, in rara condizione restaurata, questa Toyota...





















