Descrizione
Questa straordinaria sportiva britannica “vero mito” del 1965 nasce per sfidare l’AC Cobra, tutta muscoli, con un tocco in più da gentiluomo. Questa eccezionale Sunbeam Tiger è stata di proprietà dell’attuale padrone per diversi anni, inutilizzata e rimasta nascosta. Poi è stata tirata fuori dall’ibernazione e completamente restaurata: il motore è stato smontato e ricostruito da zero, le finiture rifatte e l’intera carrozzeria riverniciata “a nuovo” in questo stupendo Blu Reale.
Suona benissimo e va che è una meraviglia: fa tutti i rumori giusti e ha un colpo d’occhio fantastico.
La macchina sarà completamente tagliandata e sottoposta a revisione/ MOT, pronta per i grand tour: esattamente quello per cui era stata pensata.
La Sunbeam Tiger del 1965 è una delle grandi auto sportive anglo-americane degli anni ’60: una roadster leggera britannica spinta da un bel V8 americano “muscoloso”. La sua creazione viene spesso paragonata alla formula che rese famosa la Cobra: prendi una sportiva britannica agile e infila dentro un Ford V8.
Come è nata la Tiger
La storia comincia con la Rootes Group, la casa britannica che produceva la roadster Sunbeam Alpine. Anche se l’Alpine era elegante e ben guidata, il suo quattro cilindri non offriva le prestazioni necessarie per competere con le nuove sportive che stavano arrivando.
Alla ricerca di più potenza, Rootes provò a montare un V8 sulla Alpine. Il progetto arrivò poi ad attirare l’attenzione della leggenda delle corse Carroll Shelby, che intanto aveva già ottenuto un enorme successo con l’AC Cobra.
Il team di Shelby dimostrò che il compatto V8 Ford da 260 pollici cubici (260 cu in) poteva stare nel vano motore dell’Alpine con modifiche sorprendentemente contenute. Il risultato fu un’auto completamente trasformata: un mix di maneggevolezza e stile britannici con la potenza americana.
Debutto e prestazioni
La Sunbeam Tiger debuttò nel 1964, e l’anno modello 1965 fu il primo intero ciclo di produzione.
Caratteristiche principali:
Ford 260 cu in (4, 3 litri) V8
Circa 164 cavalli
Cambio manuale a 4 marce
0–60 mph in circa 8 secondi
Velocità massima vicino alle 120 mph
Numeri che resero la Tiger una delle sportive britanniche più rapide disponibili all’epoca.
Cosa la rendeva speciale
A differenza di molte sportive dell’epoca, la Tiger offriva:
Potenza V8 Ford affidabile
Coppia forte lungo tutto l’arco di giri
Capacità da grand touring confortevole
Stile distintivo da roadster britannico
Da fuori sembrava molto simile all’Alpine: quindi, per dirla in modo “da lupo in mezzo alle pecore”. Solo dettagli discreti — come le scritte/ badge Tiger e alcune finiture riviste — lasciavano intuire il suo potenziale prestazionale.
Il legame con Carroll Shelby
Anche se il coinvolgimento di Shelby fu relativamente breve, il suo contributo divenne una parte importante della leggenda della Tiger: il progetto venne sviluppato tramite la sua organizzazione prima che l’ingegneria di produzione venisse finalizzata in Gran Bretagna.
Questo legame ha portato molti appassionati a chiamare la Tiger il “fratellino” della Cobra.
Successi in gara
La Tiger si dimostrò competitiva anche in pista. Partecipò con successo a rally e prove di durata, mostrando che la sua potenza V8 poteva essere abbinata a robustezza e guidabilità.
Forse ancora più famosa è la sua presenza nelle competizioni internazionali di rally: un contributo fondamentale per consolidare la credibilità sportiva del modello oltre la semplice velocità in linea.
La fine della produzione
La vita della Tiger fu accorciata dai cambi societari. Nel 1967, la Rootes Group passò sotto il controllo della Chrysler Corporation.
Dato che la Tiger dipendeva da un motore Ford V8, Chrysler aveva poco interesse a continuare la produzione di una sportiva alimentata da un propulsore di un concorrente. La produzione terminò nel 1967.
Produzione totale piuttosto contenuta:
Circa 7. 000 modelli Tiger Mk I e Mk IA
Circa 600 modelli Tiger Mk II
Numeri modesti che oggi aumentano parecchio la sua appetibilità da collezione.
Fama da pop culture
La Tiger guadagnò ulteriore notorietà grazie alla televisione. L’attrice e comica Jayne Mansfield possedeva una Tiger rosa personalizzata, e il modello finì per essere associato allo spirito glamour e avventuroso degli anni ’60.
Eredità
Oggi, la Sunbeam Tiger 1965 è considerata:
Una delle Sunbeam più desiderabili mai costruite
Una classica sportiva anglo-americana
Una cugina diretta contemporanea e spirituale della Cobra
Una roadster degli anni ’60 molto collezionabile
La combinazione di rarità, prestazioni V8, eredità di Carroll Shelby e stile senza tempo ha fatto della Tiger una delle sportive più particolari della sua epoca.
In breve: la Sunbeam Tiger del 1965 nasce da un’idea semplice ma brillante—mettere un Ford V8 in una roadster britannica leggera. Ne risulta una sportiva affascinante, veloce e molto ricercata, che resta tra le più celebri auto sportive anglo-americane mai costruite.















