Descrizione
La Giulietta Sprint è nata alla fine degli anni Cinquanta, frutto del lavoro di Bertone e dell’ingegneria Alfa Romeo. Si colloca tra le piccole sportive italiane dell’epoca, offrendo un notevole compromesso tra stile, leggerezza e prestazioni. Inizialmente, la Giulietta Sprint era equipaggiata con un motore di 1, 3 litri con doppio albero in testa e un montante compatto, che le permetteva di distinguersi per l’agilità e il temperamento sportivo. Very quickly, il successo della Giulietta portò Alfa Romeo a sviluppare una versione più potente per soddisfare le aspettative degli appassionati di prestazioni, preparando al contempo la transizione verso la serie Giulia.
È in questo contesto che nacque la versione 1600 attorno al 1963. La denominazione Giulietta Sprint 1600 o Giulia Sprint 1600 compare per segnalare il passaggio a un motore di 1, 6 litri, cilindrata esatta di circa 1570 cm³. Il motore conservava la testata in lega e il doppio albero in testa, con carburatore semplice o doppio a seconda dei modelli, fornendo una potenza dell’ordine di 100–112 cavalli, che permetteva all’auto di raggiungere velocità massime tra 170 e 180 km/ h. Il cambio era generalmente a quattro rapporti, e alcuni esemplari, più rari, potevano ricevere una scatola a cinque rapporti su versioni preparate.
Rispetto alla Giulietta 1300, la 1600 si distingueva per una coppia e una potenza maggiori, offrendo una ripresa migliore e un comportamento su strada più deciso. Le finiture interne erano modernizzate con un cruscotto ridisegnato e nuovi indicatori, contribuendo a rendere l’esperienza di guida più confortevole e più moderna. Il telaio restava fedele alla tradizione Alfa Romeo, leggero e rigido, garantendo un comportamento stradale preciso e piacevole, soprattutto per una vettura di questa cilindrata.
La produzione della Giulietta/ Giulia Sprint 1600 fu relativamente limitata (7. 107 esemplari), concentrandosi principalmente negli anni 1963 e 1964. Queste auto hanno rapidamente trovato un ruolo in competizioni, rally e turismo, con preparazioni che andavano dall’elaborazione del carburatore alla testata e all’albero a camme, permettendo di sfruttare appieno le potenzialità del motore 1, 6 litri.
Questo bell’esemplare, di origine italiana e in uno stato magnifico, ha avuto solo tre proprietari. Installata in Belgio dal 2017, l’auto ha beneficiato di un interno rifatto e, nel 2025, di una manutenzione completa che ha incluso la sostituzione degli pneumatici. I freni anteriori a tamburo sono stati recentemente sostituiti con dischi per una maggiore efficacia, conservando però i pezzi originali. Funziona perfettamente, offre un piacere di guida autentico ed è pronta a muoversi subito.































