Descrizione
Prezzo su richiesta
Una delle sole 65 esemplari della ultravenduta carrozzeria Carrera 6 di Porsche, e una delle sole 52 auto da specifica cliente costruite
Originariamente realizzata su ordine dell’amatore italiano e pilota di colline Ermanno Spazzapan
Terminata decima assoluta e terza di classe nella Circuito del Mugello del 1967, e quarta assoluta e prima di classe nel 1968 nei 500 chilometri di Imola
Successivamente posseduta da un illustre collezionista Porsche, Bernd Becker, dal 1977 al 2001
Originalissima, conservando la sua trasmissione originale e i pannelli in fibra di vetro (GRP)
Recentemente interessata da una spesa superiore a 60. 000 dollari da parte di specialisti del marchio Road Scholars di Durham, NC
Accompagnata dal Kardex originale, dal FIA Historic Technical Passport scaduto e da un dettagliato rapporto dello specialista di marca Jürgen Barth
Estremamente versatile, e particolarmente adatta per eventi quali il Tour Auto, la Le Mans Classic, il Goodwood Revival e il Monterey Historics
Sebbene incorpori alcune lezioni apprese dal precedente programma 904 GTS, il modello 906 di Porsche, nuovo per il 1966 e ufficialmente designato Carrera 6, si distinse per una composizione meccanica notevolmente diversa. Mentre il 904 impiegava una scocca a scala e una carrozzeria in fibra di vetro incollata, il 906 utilizzò un telaio multi-tubo più convenzionale, rivestito in fibra di vetro non sottoposta a stress di spessore nominale per minimizzare il peso. Circa 65 telai sarebbero stati realizzati, di cui 52 equipaggiati con motori sei cilindri da 2 litri a carburatore, nove con iniezione e quattro con motori sperimentali da 2, 2 litri otto‑cilindri. Significativamente, nella versione clienti, la nuova vettura offriva una riduzione di peso di circa 200 libbre rispetto al 904 uscente.
Il successo in gara fu immediato, con una vittoria nella classe 2 litri e sesta assoluta al debutto alle 24 Ore di Daytona, seguita da altre vittorie di classe nelle 12 Ore di Sebring e nelle gare di Monza, Spa, Nürburgring e Paris Nord? kilometri. Se, inspiegabilmente, ci fosse stato qualche dubbio sulle capacità della nuova vettura, trattandosi di vittorie assolute alla Targa Florio e al Circuito del Mugello—senza dimenticare la quarta assoluta e l’inevitabile vittoria di classe al Le Mans—questi dubbi sarebbero stati fugati. Infatti, nei due anni successivi, fino al suo lancio con la 910, la 906 divenne probabilmente la più capace e versatile tra tutte le due litri sport‑prototipi.
La vettura qui offerta, telaio 906-115, fu completata a Zuffenhausen il 9 marzo 1966, su ordine del giovane pilota amatoriale italiano Ermanno Spazzapan. Spazzapan gareggiò sempre sotto lo pseudonimo di “Mann” e sviluppò una forte affiliazione con Porsche, avendo precedentemente guidato una 356B 2000GS e una 356 Carrera Abarth GTL in eventi domestici italiani nel 1964 e 1965. Tuttavia, l’acquisto della 906-115 nella primavera del 1966 rappresentò non solo la sua prima esperienza nota di una sport prototipo, ma anche un significativo passo avanti in termini di prestazioni.
Come per le altre 906 di specifica cliente, la 906-115 era dotata di un motore Type-901/ 20 sei cilindri, che impiegava un basamento in magnesio fuso a sabbia, albero a gomiti in acciaio forgiato, bielle in titanio, pistoni in lega forgiata e lubrificazione a carter secco. Un rapporto di compressione di 10, 3:1 assicurava circa 210 cavalli a 8. 000 giri/ min, mentre una trasmissione a cinque rapporti Type-906/ 1 trasferiva la potenza alle ruote.
“Mann” fece il debutto su 906-115 al collaudo Stallavena-Boscochiesanuova il 17 aprile, terminando secondo di classe nella categoria Sportive‑Racing oltre 2000 cc. Il resto della stagione contemplò circa nove eventi, tra cui otto planate in salita e una gara, e i due divennero una presenza regolare nel panorama italiano delle salite. Il culmine fu l’Antignano-Monte Burrone di giugno, con vittoria assoluta, mentre la fuga di Vittorio Veneto a Consoglio fu una notevole seconda posizione assoluta. Furono ottenuti terzi posti anche a Cividale-Castelmonte, Bolzano-Mendola e alla Coppa Alpe del Nevegal, mentre l’unico evento su circuito della stagione vide i due chiudere secondi in classe alla Coppa Agip di Vallelunga, alle spalle della gemella 906 di “Noris”.
Tuttavia, dopo solo una stagione di proprietà, Spazzapan decise di vendere la 906-115 al connazionale Ennio Bonomelli all’inizio del 1967. Quest’ultimo sarebbe poi divenuto noto come specialista Porsche, guidando una varietà di modelli tra cui una 908/ 03, una 910 e una 911 RSR, vincendo nel 1968 il Campionato Italiano GT su una 911S, ma sembra che guidò la 906-115 solo in tre occasioni, tutte salite in salita. Invece, la vettura fu affidata principalmente ad Antonio Zadra—conosciuto talvolta con lo pseudonimo di “Khandaru”—e a Giuseppe Dalla Torre. Il debutto in corsa con la nuova proprietà arrivò in una gara di 20 giri di Unlimited Sports Car a Innsbruck nel maggio 1967, sebbene, sfortunatamente, la posizione al traguardo non sia nota. Successivamente, tuttavia, si aprì il panorama molto più serio dei 500 chilometri di Mugello; poi una tappa del Mondiale...






















