Descrizione
Testo in in italiano a seguire Quasi 30 anni dopo la sua prima mondiale, la Lotus Elise non ha bisogno di molte presentazioni: grazie alla proprietà italiana di Romano Artioli, che lanciò il progetto interno M1-11 (poi chiamato Elise in onore della nipotina), la casa di Ethel si è risollevata da una grave crisi finanziaria. Questo progetto ha fissato il punto di riferimento per le auto sportive per oltre vent'anni, grazie a soluzioni pienamente in linea con la filosofia di Colin Chapman. Tre serie si sono evolute nello stile e nella meccanica, ma profondamente radicate nel concetto di leggerezza costruttiva e di piacere di guida senza compromessi. Data la paternità dell'azienda, contrariamente a quanto si può pensare, è stata proprio l'Italia ad ospitare nel 1997, l'anno successivo al lancio, il primo trofeo monomarca ufficiale dedicato all'omonimo modello, per l'appunto il Lotus Elise Trophy. Il kit trofeo era sviluppato da Conrero (vi era una conoscenza di lunga data tra la proprietà Lotus ed il preparatore Virgilio Conrero) e non stravolgeva l'auto, bensì la ottimizzava: freni migliorati per l'uso in pista, cambio con coppia conica accorciata, assetto sportivo, equipaggiamento di sicurezza ed ovviamente il motore Rover serie K portato a circa 145 cavalli mediante una sapiente preparazione che regalava anche un sound molto coinvolgente grazie a scarico e aspirazione dedicati. Il primo anno del trofeo fu un successo, con nomi importanti in griglia di partenza: il campionato venne vinto dall'esperto Luigi Giannini e lo stesso successo si ottenne nel 1998 con la vittoria del campionato da Roberto Tonetti, un pilota che, tuttavia, dovette fronteggiare alcune incursioni di un forte pilota e tuner del CIVT, al volante di una Elise bianca: Marco Antonelli di Bologna. Marco è il padre del pilota di Formula 1 della Mercedes Kimi Antonelli, ed è stato proprio lui a instillare in suo figlio una passione per le corse, debuttando agli inizi degli anni '90 nel Campionato Italiano Turismo, guidando principalmente la veloce Peugeot 205 e 309. Le sue ottime capacità lo portarono presto a preparare con successo auto per i clienti, finendo per unirsi all'attuale team Antonelli - AKM Motorsport, che disputa Mercedes-AMGs in vari campionati GT, dopo periodi con Porsche, Lamborghini e persino nelle formule minori. Ma torniamo alla nostra Elise: desiderando provare alcune esperienze non CIVT, Antonelli chiese alla Scuderia AB Motorsport - che aveva creduto nel Elise Trophy fin dal primo anno, schierando circa una dozzina di auto - per la loro ultima arrivata, una Elise Trofeo in Monaco White, acquistata dalla concessionaria Autospeak di Modena il 2 febbraio 1998. L'auto fu affidata al team Malucelli per la preparazione, e il pilota bolognese accettò di correre in quelle gare che non si sovrapponevano al CIVT, non più di quattro fine settimana. Dopo il debutto a Misano, l'auto corse in Austria all'A1-Ring, vinse a Varano e disputò la sua ultima gara a Monza. Gli impegni lavorativi significarono che Antonelli non usò l'auto in altre gare, ma non fu neanche utilizzata da altri piloti, il che spiega perché il contachilometri è fermo a 2200! L'auto è stata recentemente revisionata dall'officina rinomata di Alessandro Romani, riportandola alla livrea originale che nel 1998 guidava Marco Antonelli. Viene fornita con il volante e i sedili originali, il tettuccio morbido burgundy e il libretto di manutenzione (ovviamente mai timbrato data la percorrenza). Questa Elise ha la targa originale, e la pratica di registrazione ASI è in corso, con il primo e unico proprietario. L'auto può essere vista su appuntamento a Bologna. Ulteriori dettagli su - details above
















